ruolo del pensiero negativo

Il pensiero negativo ripetitivo (o cognizione perseverante) è un processo costituito da rimuginio (preoccupazioni rivolte al futuro) e ruminazioni (preoccupazioni rivolte al passato). Un’ipotesi dei ricercati è che il RNT possa essere un fattore di rischio per la demenza, anche se il suo ruolo nell’insorgenza dei marcatori neurobiologici dell’Alzheimer (beta amiloide e proteine tau) non è stata ancora profondamente esaminata.

Il ruolo del pensiero negativo negli anziani

Marchant (2020), attraverso un’indagine longitudinale, ha testato in anziani cognitivamente sani l’ipotesi del debito cognitivo (per cui depressione e ansia, fattori di rischio per il declino cognitivo e l’Alzheimer, condividono uno stile di pensiero negativo e ripetitivo), la relazione tra RNT e marcatori di Alzheimer (attraverso PET) e il ruolo dei sintomi depressivi e ansiosi nell’insorgenza dei marcatori.

292 soggetti a elevato rischio di demenza sono stati sottoposti a valutazioni cognitive, mentre ad un gruppo di 113 è stata analizzata la presenza dell’amiloide e della tau con PET (anche altri 68 soggetti sani, ma con declino cognitivo soggettivo, sono stati analizzati mediante PET). Inoltre, il RNT è stato valutato attraverso il Perseverative Thinking Questionnaire. Infine, i partecipanti hanno compilato misure di depressione e di ansia, oltre che prestarsi ad una valutazione cognitiva globale.

Risultati ottenuti nel test

I risultati evidenziarono come, in 48 mesi:

  • elevati livelli di RNT si associavano a un declino più rapido della cognizione globale, della memoria immediata e ritardata (breve e lungo termine).
  • RNT si associava a elevati livelli di tau nella corteccia entorinale e ad amiloide cerebrale globale (al netto di predittori noti di deposizione di amiloide).
  • sintomi depressivi e ansiosi correlavano con il declino cognitivo e RNT, ma non si associavano alla deposizione dei biomarcatori dell’ Se ne conclude dunque una maggiore implicazione di declino cognitivo correlato all’età e non specifico della demenza.

Stress e il ruolo del pensiero negativo

È possibile quindi sostenere che l’RNT sia un marker più preciso per l’AD (punto due), il che è coerente con indagini precedenti in cui si riscontravano prestazioni cognitive peggiori in adulti con elevata ruminazione e preoccupazione. La presenza dello stress potrebbe spiegare l’associazione tra l’RNT, beta amiloide e tau.

Sebbene non sia chiaro se la diminuzione dell’RNT riduca il rischio di AD, certamente le ruminazioni e le preoccupazioni possono essere modificate mediante la terapia cognitivo comportamentale o interventi basati sulla consapevolezza, apportando enormi benefici all’individuo.

Per maggiori informazioni, contatta il Centro Medico Carugate in Via Bertarini, 22, 20061 Carugate MI. Telefono: 340 322 5040

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.