deepfake

Il fenomeno del deepfake si sta diffondendo in maniera esponenziale in molti contesti. Consiste nel modificare videoclip già esistenti di persone famose e non, cambiando i loro volti e le loro parole senza chiedere autorizzazioni o permessi. È un fenomeno che utilizza algoritmi e il potere dell’intelligenza artificiale che rende il suo successo sorprendente e al tempo stesso allarmante.

Le origini del fenomeno del deepfake

È nato nel contesto cinematografico, consentendo di stupire il pubblico con effetti speciali fuori dal comune: un esempio eclatante del suo utilizzo è “il curioso caso di Benjamin Button” che affronta una paradossale storia di un uomo che vive la sua vita a ritroso, nascendo anziano e morendo giovane.

Partendo da questi primi successi, il suo utilizzo si è espanso e diffuso a macchia di leopardo comprendendo anche le piattaforme o le applicazioni accessibili a tutti e rendendolo un pericolo per personaggi pubblici, aziende e governi.

Le fasi di sviluppo

Nello specifico, per essere messo in pratica vengono seguite tre semplici fasi sviluppate utilizzando i sempre più famosi programmi di editing di immagini: viene individuata la regione del viso originale, questo viene sostituito con dei fotogrammi generati automaticamente al fine di ricreare il volto di un’altra persona ed infine il volto ottenuto viene reinserito nell’immagine originaria per creare il deepfake.

I rischi del fenomeno di deepfake

In apparenza può sembrare un fenomeno divertente e goliardico, ma analizzando le conseguenze si è riscontrato un pericolo di non poco conto: viene messa in crisi la reputazione del singolo, le prospettive di carriera e future possono avere gravi ripercussioni, può destare ansia nelle persone che ricevono il proprio deepfake e sfociare in situazioni di bullismo.

A livello delle organizzazioni, queste possono godere della semplicità di accesso e di diffusione dei deepfake, come nel settore della moda in cui si rende immediata la presentazione di un abito, di un modello senza dover affrontare viaggi e trasferte.

Al tempo stesso, però, queste tecniche possono sostituire dei lavori precedentemente svolti in maniera tradizionale, rendendo lavori quali il doppiaggio a rischio di estinzione; all’interno delle organizzazioni governative, nonostante abbiano dei risvolti positivi (ad esempio la possibilità di comunicare in diverse lingue uno stesso annuncio), possono minare l’efficienza di un lavoro tramite tentativi di sabotaggio.

Manipolazione dell’individuo

L’aspetto più rilevante di questo fenomeno è, però, il risvolto psicologico: viene sfruttata la vulnerabilità del soggetto, la sensibilità del nostro cervello alle illusioni ottiche e fomentata ogni possibilità di non riconoscimento tra ciò che è vero e ciò che è falso, sfociando in veri e propri episodi di sensazione frammentarietà del sé che porta inevitabilmente l’altro ad una crisi di fiducia.

I deepfake manipolano quindi l’individuo con conseguenze che possono ripercuotersi su un’intera società.

 

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