Disturbi alimentari maschili e orientamento sessuale

Alcune ricerche hanno mostrato una maggior presenza di uomini omosessuali e bisessuali tra i maschi
che soffrono di un disturbo alimentare. Il 40% dei maschi con disturbi alimentari si definisce ‘non
eterosessuale’.

Negli anni 80 numerosi studi hanno confrontato un gruppo maschile anoressico-bulimico con un
gruppo femminile rivelando comportamenti omosessuali e bisessuali, isolamento affettivo e conflitti
omosessuali, percezione di sentirsi più ‘femminili’, preferenza per giochi e attività femminili durante
l’infanzia, volontà di essere del sesso opposto nei pazienti maschi.

Un recente studio italiano ha indagato il legame tra orientamento sessuale e disturbi del
comportamento alimentare, mostravano più alti livelli di insoddisfazione corporea e maggior numero
di comportamenti alimentari patologici negli omosessuali rispetto agli eterosessuali.
Alcune teorie sostengono che il disturbo alimentare negli uomini possa avere una funzione protettiva
rispetto all’angoscia dell’omosessualità rinnegata e per non renderla visibile agli altri, giustificando
la scarsa virilità percepita con l’estrema magrezza del proprio corpo.

Secondo altre teorie larestrizione alimentare inibirebbe la pulsione sessuale, sospendendo così i compiti evolutivi relativi alproprio orientamento sessuale. I maschi con disturbi dell’alimentazione riportano una minor attivitàsessuale. La condizione di denutrizione porterebbe ad un abbassamento del desiderio sessuale.

È anche vero che gli omosessuali con disturbo alimentare sono più propensi a chiedere aiuto per tale
problematica rispetto agli uomini eterosessuali, quindi l’esiguità di diagnosi di disturbo alimentare
negli uomini eterosessuali sarebbe da imputare ad una reticenza a chiedere un aiuto psicologico.

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