oculista a Carugate

Sostegno genitoriale

Essere genitori può diventare la sfida più difficile che una persona può trovarsi ad affrontare nella vita. A volte gli ostacoli che si presentano possono portare confusione o far perder fiducia nelle proprie capacità. In tali situazioni un sostegno psicologico può aiutare i genitori a ritrovare la funzione di aiuto e sostegno ai figli.

Per informazioni rivolgersi alla dr.ssa Valentina Quaia 349 6079740

 

Supporto psicologico Bambini e Adolescenti

Il supporto psicologico può essere proposto a bambini ed adolescenti che vivono difficoltà o sofferenza psicologica legate ai rapporti interpersonali, alla crescita, alle tappe di sviluppo, alla gestione delle emozioni (paura, ansia, rabbia) e ad alcuni eventi di vita.

In età evolutiva sono molte le sfide che un bambino deve affrontare come l’ingresso a scuola, l’integrazione con i coetanei, il rispetto delle regole e ad esempio la nascita di un fratellino. Tale disagio può sfociare in manifestazioni sintomatologiche di varia natura. Comprendere il significato di questi sintomi è fondamentale per la loro risoluzione. Anche per questo può essere utile rivolgersi a uno psicoterapeuta dell’età evolutiva e attivare un percorso di sostegno psicologico per il bambino.

Per informazioni rivolgersi alla dr.ssa Valentina Quaia 349 6079740

Cosa sono i Disturbi Specifici dell’Apprendimento?

Secondo recenti indagini epidemiologiche, in Italia uno studente su cinque incontra, nella sua carriera scolastica, difficoltà di apprendimento tali da richiedere l’aiuto di un esperto.
Le difficoltà scolastiche sono di diverso genere e legate a più fattori che riguardano sia lo studente, sia il contesto in cui vive e cresce.

Purtroppo, esiste una parte di studenti che presenta difficoltà di apprendimento particolarmente gravi e costanti nel tempo, non imputabili a fattori contestuali, temporali e reversibili, quindi è possibile trovare uno studente con adeguate capacità cognitive ed ambientali che presenta difficoltà o disturbo nell’apprendimento.

Ma cosa sono i DSA?

Sono disturbi neurobiologici, che riguardano solo specifiche aree di apprendimento (LETTURA, SCRITTURA E CALCOLO) senza compromettere l’intelligenza generale. Questi disturbi possono presentarsi contemporaneamente nello studente e persistono nel tempo.

Nei disturbi dell’apprendimento comprendiamo, secondo i sistemi di classificazione internazionale, la Dislessia Evolutiva, la Disgrafia, la Disortografia e la Discalculia.

In particolare si parla di Dislessia Evolutiva per indicare un disturbo selettivo delle abilità di lettura: la dislessia ostacola l’automatizzazione delle abilità di decodifica proprie della lettura, ovvero la capacità di riconoscere in modo automatico una corrispondenza tra segno grafico e suono della lettera/parola.

Si parla di Disortografia Evolutiva quando c’è un’ampia presenza di errori ortografici nel testo poiché il soggetto non è riuscito ad automatizzare le regole ortografiche della lingua di riferimento. Diversa è la Disgrafia definita come difficoltà nell’esecuzione del tratto grafico.

Ultima ma non meno importante la Discalculia Evolutiva caratterizzata da difficoltà relative ai numeri e al calcolo.

La specificità di questi disturbi fa riferimento quindi alla selettività della funzione interessata e al fatto che non vi è un interessamento di fondo dei processi cognitivi di base: ovvero il quoziente intellettivo di questi soggetti è nella norma.

Quando sospettare un DSA?

Nei bambini in fase prescolare si possono spesso riconoscere alcuni sintomi precoci che potrebbero essere i primi segnali di un DSA. Per esempio è di notevole importanza tenere conto dello sviluppo del linguaggio e se vi sono ritardi. Spesso possono essere presenti confusioni tra le parole che hanno una pronuncia simile, difficoltà di espressione, difficoltà ad identificare le lettere o i suoni associati alle lettere.

Quando invece parliamo di identificare il disturbo in età scolare, sappiano che non può essere diagnosticato un DSA prima della terza elementare proprio per comprendere se i ritardi e le difficoltà dell’alunno sono legate ad un semplice ritardo nell’acquisizione dell’abilità oppure ad una mancanza di automatizzazione della stessa.

Può anche capitare che non ci si ponga il problema fino all’età adulta e quindi che i dubbi ci vengano quando la mole di studio diventa maggiore, come negli ultimi anni delle scuole superiori o all’università, perché il soggetto precedentemente aveva compensato le difficoltà che emergono all’aumentare delle richieste.

In cosa consiste la valutazione DSA?

Quando avete dei dubbi sui vostri figli oppure su di voi, è bene ricordare che solo una valutazione di uno specialista può confermare la diagnosi.

La valutazione per sospetto Disturbo Specifico dell’Apprendimento si compone di:

– una visita neuropsichiatrica con neuropsichiatra infantile per la raccolta anamnestica e visita neurologica

-un primo incontro con la neuropsicologa atto a valutare il quoziente intellettivo per indagare tutte le funzioni cognitive implicate nell’apprendimento: competenze verbali, ragionamento logico-astratto, attenzione e memoria di lavoro

-un secondo (talvolta terzo) incontro con la neuropsicologa per valutare le abilità di lettura, scrittura e calcolo e per effettuare approfondimenti necessari

Per i più grandicelli qui trovate un test per capire se è il caso di intraprendere un percorso diagnostico: http://54.37.154.55/diagnosi-dsa/

Per maggiori informazioni contattare dr.sa Laura Paganelli 333 4668183

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *