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Giorno per giorno siamo soddisfatti di riuscire a portare a compimento il nostro elenco delle cose da fare, di riuscire a colmare tutti i momenti vuoti della nostra giornata con attività importanti, che riteniamo essere un allenamento per il nostro fisico e per la nostra mente. Ma arrivano momenti in cui ci rendiamo conto che l’unica necessità che sentiamo veramente è quella di goderci almeno qualche giornata senza far nulla.

Quotidianamente richiediamo al nostro fisico e alla nostra mente di fronteggiare in maniera ottimale tutte le situazioni che si presentano durante la giornata. Per gran parte del tempo potremmo rispondere con efficienza a tutte queste richieste ambientali ma se, improvvisamente, dovessero aumentare di intensità o di quantità il nostro modo di reagire potrebbe subire delle variazioni a volte dannose, comportando così un sovraccarico di stress, che potrebbe divenire cronico e dannoso.

Le condizioni più diffuse caratterizzate da stress cronico in cui si potrebbe incorrere è quella di bornout, che si manifesta prevalentamente in ambito lavorativo, o l’esaurimento emotivo, riferito a un insieme di circostanze che non sono legate a uno specifico ambito e che comporta la sensazione di sentirsi emotivamente logorati, esausti e incapaci di avere potere o controllo su ciò che succede nella propria vita.

Le nostre capacità di fronteggiamento e i fattori scatenanti  lo stress cronico di certo variano da persona a persona ma è possibile menzionare alcune condizioni comuni che possono indurre a non rispondere più come vorremmo. La maggior parte delle persone potrebbe riconoscere alcuni di questi stressor: lavori altamente stressanti e inerenti la cura e la tutela di altri individui (per esempio medici, infermieri, poliziotti), una carriera universitaria intensa, esercitare un lavoro che non piace, diventare genitori, problemi finanziari o povertà, essere il caregiver di una persona bisognosa, procedure di divorzio lunghe ed estenuanti, convivere con una malattia cronica.

Ma oltre a riconoscere le cause che possono indurre questo andamento negativo della nostra vita resta altrettanto importante riconoscerne i sintomi sia di tipo emotivo che fisico, tra cui: mancanza di motivazione, problemi di sonno, irritabilità, affaticamento fisico, sentirsi senza speranza, distraibilità, apatia, mal di testa, cambiamenti nell’appetito, nervosismo, difficoltà di concentrazione, rabbia irrazionale, aumento di criticismo o pessimismo, senso di timore e depressione.

Fatte queste considerazioni di certo non potremmo scegliere di cominciare a passare le giornate a nell’ozio assoluto ma si potrebbe comunque intanto pensare di fare qualcosa che possa permettere di trarre dei piccoli benefici per noi stessi.

Un punto di partenza potrebbe essere quello di cercare di diminuire l’intensità e/o la quantità dei fattori strassanti come, in ambito universitario, provare a chiedere aiuto ad alcuni colleghi o un tutor per la preparazione degli esami. Difatti, la collaborazione o l’attività di gruppo potrebbe rendere più piacevole lo studio, migliorare qualitativamente il carico emotivo in quanto non più ristretto a una visione soggettiva ma consapevolmente condivisa con altre persone che si ritrovano a dover affrontare la stessa situazione.

Anche una semplice passeggiata al parco o un corso che prevede un esercizio fisico più intenso può favorire una diminuzione dell’intensità degli stressor o l’interferenza di questi con il nostro equilibrio fisico e mentale. Riuscire a ritagliarci un poco di tempo per un po’ di sport potrebbe comportare solo un aumento dei livelli di endorfina e serotonina, scatenando un piacevole miglioramento del nostro stato emotivo.

Se praticare sport non è contemplato tra i non amanti dell’attività fisica, possono esserci strategie che potrebbero essere prese in considerazione in maniera più realistica da quest’ultimi, come andare al cinema o partecipare a un cineclub, seguire un corso di cucina, andare al museo, partecipare a incontri di lettura o cmq stare a contatto con la natura in casa propria riuscendo a ricreare un piccolo orto (spazio permettendo).

Ad ogni modo , rimane da tenere in considerazione come criterio di base per la scelta di una strategia, che l’attività scelta sia in sintonia alle proprie preferenze e attitudini e che non comporti delle abitudini ulteriormente dannose.

Se, nonostante diversi tentativi il nostro carico di stress non dovesse diminuire, possiamo scegliere una strategia che contempli una richiesta di aiuto a un professionista che possa aiutarci a migliorare a lungo termine la nostra qualità di vita e vivere in maniera equilibrata i diversi momenti che caratterizzano la nostra quotidianità.

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